sabato 7 novembre 2026
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Albero più avanti o più indietro: cosa cambia nei catamarani a vela

Manovrare un catamarano non è particolarmente complesso grazie ai suoi due motori
Manovrare un catamarano non è particolarmente complesso grazie ai suoi due motori

Albero avanzato o arretrato nei catamarani a vela: come cambiano randa, fiocco, prestazioni, manovre, struttura ed equilibrio del piano velico.

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La posizione dell'albero è una delle scelte più importanti nella progettazione di un catamarano a vela. Negli ultimi anni alcuni cantieri hanno deciso di arretrarlo sensibilmente, mentre altri hanno mantenuto una posizione più avanzata. Le due soluzioni modificano la distribuzione della superficie velica, il comportamento della barca e la gestione delle manovre. Ma quale delle due è migliore?

Osservando due catamarani di dimensioni simili, capita di notare che su uno l'albero è posizionato nella parte anteriore della tuga, mentre sull'altro si trova molto più indietro, talvolta quasi al centro della dinette.

Non è una scelta estetica. La posizione dell'albero condiziona il piano velico e influenza numerosi aspetti del progetto, dalla struttura della barca alla distribuzione dei pesi, fino all'organizzazione degli spazi interni.

Il Lagoon 52, un modello che ha l'albero molto arretrato
Il Lagoon 52, un modello che ha l'albero molto arretrato

Per capire le differenze bisogna partire da un principio molto semplice: spostando l'albero cambia lo spazio disponibile davanti e dietro di esso e, di conseguenza, cambia il rapporto tra la superficie della randa e quella delle vele di prua.

Portando l'albero indietro si ha un genoa più grande e una randa più piccola a parità di superficie velica
Portando l'albero indietro si ha un genoa più grande e una randa più piccola a parità di superficie velica

Albero avanzato: più spazio alla randa

Quando l'albero è collocato relativamente avanti, aumenta la distanza tra l'albero stesso e la poppa. Questo permette al progettista di utilizzare un boma più lungo e, a parità delle altre condizioni, di realizzare una randa con una superficie maggiore.

Al contrario, lo spazio disponibile per le vele di prua diminuisce. Il triangolo formato dall'albero, dallo strallo e dalla coperta risulta più piccolo e anche il fiocco tende ad avere dimensioni inferiori.

Questa configurazione è particolarmente diffusa sui catamarani che privilegiano le prestazioni veliche.

Una randa di grandi dimensioni permette infatti di disporre di una superficie propulsiva importante, la cui forma può essere regolata intervenendo su scotta, carrello, drizza e altri sistemi di regolazione.

Soprattutto nelle andature strette, la possibilità di controllare accuratamente la forma della randa costituisce un vantaggio.

Esiste però anche un aspetto meno favorevole. Una randa grande sviluppa carichi considerevoli e richiede attrezzature adeguatamente dimensionate. Inoltre, nelle manovre di riduzione della superficie velica, la quantità di tessuto da gestire può essere importante.

Su un catamarano da crociera di 45 o 50 piedi, una randa particolarmente estesa può diventare impegnativa per un equipaggio ridotto, soprattutto quando il vento aumenta.

Il Lagoon 46, l'albero è ancora molto indietro
Il Lagoon 46, l'albero è ancora molto indietro

Albero arretrato: cresce l'importanza delle vele di prua

Spostando l'albero verso poppa, il rapporto tra le superfici cambia.

La distanza tra l'albero e lo strallo aumenta, permettendo di realizzare un triangolo di prua più ampio. Il progettista può così adottare un fiocco o un genoa di maggiori dimensioni.

Contemporaneamente diminuisce lo spazio disponibile per la randa. Il boma diventa più corto e, per recuperare parte della superficie perduta, si può ricorrere a un albero più alto e a una randa con una maggiore superficie nella parte superiore.

È una soluzione che ha caratterizzato diversi modelli Lagoon per molto tempo, ma che adesso è stata abbandonata per ragioni che esulano dalle prestazioni veliche.

Il Lagoon 42, per esempio, è stato progettato con un albero sensibilmente arretrato, una randa dal boma relativamente corto e un fiocco autovirante che beneficia di un triangolo di prua più ampio.

L'obiettivo era ottenere un piano velico adatto alla crociera e facilmente gestibile anche da un equipaggio composto da due persone.

La presenza di un fiocco autovirante è particolarmente interessante perché, durante la virata, la vela passa automaticamente da una mura all'altra, senza richiedere il recupero di una scotta e il rilascio dell'altra. Questo non si può montare se lo spazio tra albero e base dello strallo è troppo piccolo, perché il fiocco che ne deriverebbe sarebbe troppo piccolo.

Bisogna però evitare un equivoco: un albero arretrato non comporta necessariamente l'adozione di un fiocco autovirante. Questa dipende da una scelta progettuale specifica e dalla geometria del piano velico.

Inoltre, una vela di prua più grande non significa automaticamente manovre più semplici. Se il progettista sceglie un genoa tradizionale, soprattutto se sovrapposto alla randa, le virate possono richiedere uno sforzo maggiore.

Cosa cambia nelle prestazioni

La posizione dell'albero influisce sulle caratteristiche del piano velico, ma non è sufficiente per stabilire quale catamarano sarà più veloce.

Con un albero avanzato si tende ad avere una maggiore percentuale della superficie velica concentrata nella randa. Con l'albero arretrato cresce invece la superficie disponibile davanti all'albero.

Nella navigazione di bolina sono importanti l'efficienza aerodinamica delle due vele, il loro rapporto reciproco, la forma degli scafi, le appendici e la resistenza complessiva della barca.

Una randa più grande può offrire maggiori possibilità di regolazione, ma anche un piano velico con albero arretrato può essere molto efficiente se correttamente progettato.

Nelle andature portanti, il triangolo di prua più ampio offre maggiori possibilità nella scelta delle vele aggiuntive. Bisogna tuttavia considerare che gennaker e Code 0 sono spesso murati su un bompresso, quindi la loro superficie dipende anche dalla posizione del punto di mura e dall'altezza disponibile per la drizza.

Un altro elemento importante è il vento apparente. I catamarani, soprattutto quelli d’altura, grazie alla loro velocità, navigano spesso con un vento apparente più avanzato rispetto al vento reale. Per questo la forma e l'efficienza del piano velico hanno un ruolo determinante anche nelle andature che normalmente consideriamo larghe.

L'equilibrio tra centro velico e centro di deriva

Spostare l'albero significa intervenire anche sulla distribuzione delle forze che agiscono sulla barca.

Il centro velico, ovvero il punto in cui possiamo considerare applicata la risultante delle forze aerodinamiche delle vele, deve essere correttamente rapportato al centro di resistenza laterale della parte immersa.

Se il rapporto tra questi due centri non è equilibrato, la barca può sviluppare una tendenza eccessiva a orzare oppure a poggiare, richiedendo continue correzioni del timone.

Queste correzioni aumentano la resistenza idrodinamica e possono penalizzare le prestazioni.

Non è però corretto affermare che un albero arretrato renda necessariamente la barca più orziera. Il progettista può compensarne la posizione modificando le superfici delle vele, la forma degli scafi, la posizione delle derive e quella dei timoni.

In pratica, non conta soltanto dove si trova l'albero, ma dove si trova il centro di spinta dell'intero piano velico rispetto alle appendici immerse.

La struttura del catamarano cambia

Esiste poi un aspetto meno evidente, ma altrettanto importante: la struttura.

L'albero trasmette alla barca notevoli carichi di compressione, dovuti principalmente alla tensione delle sartie e dello strallo, oltre alle sollecitazioni prodotte dalle vele.

Questi carichi devono essere trasferiti attraverso strutture sufficientemente robuste.

Quando l'albero è collocato nella zona anteriore della tuga, può essere sostenuto da una paratia strutturale o da un sistema di rinforzi opportunamente progettato.

Arretrando l'albero, invece, può diventare necessario introdurre un puntone di compressione nel salone o modificare la struttura della piattaforma centrale.

È quello che è avvenuto, per esempio, sul Lagoon 52, dove lo spostamento dell'albero ha richiesto un'importante revisione dei rinforzi strutturali.

Anche la distribuzione dei pesi cambia. In determinate configurazioni, arretrare l'albero permette di avvicinare una massa importante al centro longitudinale della barca, riducendo il momento d'inerzia e potenzialmente il beccheggio.

Ma non si tratta di un vantaggio automatico. Il risultato dipende dalla distribuzione complessiva dei pesi e dalle caratteristiche degli scafi.

Perché alcuni cantieri stanno riportando l'albero in avanti

La storia recente dei catamarani dimostra che non esiste una soluzione universalmente migliore.

Lagoon, dopo aver puntato sugli alberi arretrati, ha modificato questa impostazione su alcuni nuovi modelli.

Il Lagoon 51, per esempio, ha riportato l'albero più avanti rispetto al precedente Lagoon 50. La nuova posizione ha permesso di rivedere il piano velico e di liberare spazio all'interno del salone.

Anche il nuovo Lagoon 47 adotta un albero più avanzato rispetto al Lagoon 46, con un piano velico che prevede un genoa tradizionale al posto del fiocco autovirante.

Il percorso seguito da Excess è un altro esempio interessante. Sugli Excess 11 e 14, il cantiere ha scelto di collocare l'albero davanti alla tuga, indicando tra le ragioni di questa soluzione i vantaggi strutturali, la possibilità di contenere i pesi e l'incremento della superficie velica.

Queste scelte mostrano come la posizione dell'albero sia strettamente legata anche alla destinazione della barca.

Un catamarano progettato per lunghe crociere con un equipaggio familiare può privilegiare un piano velico facile da gestire e una randa relativamente contenuta.

Un modello destinato ad armatori che cercano prestazioni più elevate può invece adottare una randa più grande e un piano velico che offre maggiori possibilità di regolazione.

Naturalmente, le due filosofie non sono rigidamente separate. Esistono catamarani con albero avanzato molto semplici da condurre e altri con albero arretrato decisamente sportivi.

Quale soluzione scegliere?

Quando si valuta un catamarano, la posizione dell'albero può fornire una prima indicazione sulla filosofia del progetto, ma non dovrebbe mai essere considerata isolatamente.

È più utile osservare il rapporto tra la superficie della randa e quella del fiocco, l'altezza dell'albero, la lunghezza del boma, il tipo di vele previsto e il modo in cui sono organizzate le manovre.

Conta anche l'uso che si farà della barca.

Per chi naviga prevalentemente in coppia, la semplicità di gestione può essere più importante della possibilità di ottenere qualche frazione di nodo in più. Per chi ama regolare continuamente le vele e sfruttare anche le brezze leggere, un piano velico più articolato può risultare interessante.

La posizione dell'albero, quindi, non determina da sola la qualità di un catamarano.

È una delle scelte attraverso le quali il progettista cerca il miglior compromesso tra prestazioni, facilità di conduzione, robustezza strutturale e abitabilità.

Ed è proprio questo compromesso, più che la semplice posizione dell'albero, a definire il carattere di un catamarano a vela.

© Riproduzione riservata

   

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