
Fountaine Pajot chiude il 2026 con ricavi in calo del 9,9%. Cresce il mercato americano e il cantiere prepara un nuovo catamarano di 120 piedi per il 2028.
<!--4DIF (size of array(wa_Modello)>0)--> : A Boolean argument was expected.Il mercato della nautica continua a rallentare e anche uno dei maggiori costruttori mondiali di catamarani a vela ne risente. Il gruppo francese Fountaine Pajot, proprietario anche del marchio Dufour, ha chiuso l'esercizio 2025-2026 con un fatturato di 291,3 milioni di euro, in diminuzione del 9,9% rispetto ai 323,2 milioni dell'anno precedente.
È il secondo anno consecutivo di contrazione per il gruppo, che nel 2023-2024 aveva raggiunto un fatturato di oltre 350 milioni di euro. In due esercizi, quindi, Fountaine Pajot ha perso circa 60 milioni di euro di ricavi, una riduzione significativa che riflette il rallentamento della domanda internazionale dopo gli anni di forte crescita successivi alla pandemia. Finanzwire+1
Nonostante questi risultati, dalla comunicazione diffusa dal cantiere emergono alcuni segnali incoraggianti. Nel secondo semestre dell'esercizio il calo delle vendite si è fermato al 7,1%, contro il 12,8% registrato nei primi sei mesi. Un miglioramento che potrebbe indicare l'inizio di una stabilizzazione del mercato, anche se è ancora presto per parlare di ripresa. Il Nord America cresce del 43% e diventa un mercato fondamentale Uno degli aspetti più interessanti dei risultati economici riguarda la distribuzione geografica delle vendite.
Mentre diversi mercati hanno registrato una contrazione, il Nord America è cresciuto del 43%, arrivando a rappresentare il 27% del fatturato complessivo. Si tratta di un risultato particolarmente importante, che ha permesso al gruppo di compensare parzialmente la debolezza delle altre aree.
L'Europa, esclusa la Francia, rimane il principale mercato con il 38% del fatturato, mentre il mercato francese rappresenta il 15%. Complessivamente, l'85% delle vendite viene realizzato fuori dalla Francia.
Questi numeri confermano quanto il mercato internazionale sia determinante per un costruttore come Fountaine Pajot, che deve confrontarsi con condizioni economiche differenti e con una domanda sempre più selettiva. Infinance+1
La risposta del cantiere: nuovi modelli e un catamarano di 120 piedi La strategia scelta da Fountaine Pajot per affrontare il rallentamento non prevede una riduzione dell'offerta, ma un'accelerazione nel rinnovamento delle gamme.
Nel corso del 2026 il cantiere ha presentato numerosi nuovi modelli, tra cui i catamarani FP48, FP55 e FP70. Parallelamente, il marchio Dufour ha ampliato la propria gamma con nuove barche, tra cui il Dufour 54 e il D39.
Ma la novità più importante riguarda il segmento dei grandi catamarani.
Fountaine Pajot ha confermato di essere al lavoro su un nuovo catamarano di 120 piedi, lungo quindi oltre 36 metri, destinato a diventare l'ammiraglia del cantiere. La presentazione ufficiale è prevista per il 2028.
Si tratterà di un progetto molto diverso rispetto ai catamarani che hanno costruito il successo commerciale del marchio. Il nuovo modello punterà su grandi volumi abitabili, un elevato livello di personalizzazione e soluzioni pensate per il mercato dei superyacht.
Con questa operazione Fountaine Pajot intende rafforzare la propria presenza nella fascia più alta del mercato, dove i prezzi delle imbarcazioni e le possibilità di personalizzazione sono sensibilmente superiori a quelli della produzione di serie.
Un'altra direzione di sviluppo riguarda la propulsione ibrida. Attraverso E-Lektra Marine, società costituita insieme al gruppo Beneteau e partecipata pariteticamente dai due costruttori, Fountaine Pajot sta sviluppando sistemi di propulsione elettrica e ibrida destinati sia ai monoscafi sia ai multiscafi.
Il gruppo ha inoltre avviato Velite, una nuova attività internazionale di intermediazione delle barche usate, e sta rafforzando la propria presenza commerciale in Grecia.
La strategia appare quindi orientata a diversificare le attività e ad ampliare l'offerta, senza rinunciare agli investimenti nonostante il calo dei ricavi.
Resta da capire se il rinnovamento della gamma e la crescita del mercato nordamericano saranno sufficienti a invertire la tendenza negativa. I primi segnali di miglioramento sono arrivati, ma il prossimo esercizio sarà importante per verificare se la domanda di nuove imbarcazioni abbia effettivamente ritrovato stabilità. Finanzwire
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