sabato 7 novembre 2026
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GranOcean porta in Europa i powercat semi-custom costruiti in Cina

Il W72 della Grand Ocean
Il W72 della Grand Ocean

GranOcean debutta in Europa con il W72, powercat semi-custom costruito a Zhuhai. Il cantiere cinese punta su personalizzazione e progettazione internazionale.

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Nel mercato dei catamarani a motore di grandi dimensioni sta cercando di farsi spazio un costruttore che propone una formula particolare: progettazione internazionale, componentistica in gran parte europea e americana, costruzione in Cina e un livello di personalizzazione decisamente superiore a quello normalmente offerto dai cantieri di produzione.

Si chiama GranOcean, ha sede a Zhuhai, in Cina, e al Cannes Yachting Festival 2026 ha presentato per la prima volta in Europa il W72, un powercat lungo 21,98 metri e largo 10 metri. Quello arrivato a Cannes non era un prototipo: si trattava dello scafo numero 5 del modello.

Un powercat tra produzione di serie e custom

Il cantiere cerca di collocarsi in quella fascia di mercato che separa i catamarani prodotti in serie dai grandi yacht completamente custom. La piattaforma della barca rimane la stessa, ma l'armatore può intervenire in maniera piuttosto profonda sulla configurazione degli interni, scegliendo tra tre, quattro o cinque cabine, diverse disposizioni della cucina e differenti soluzioni per scale e paratie. Anche motorizzazioni e allestimenti possono cambiare sensibilmente da un esemplare all'altro.

La progettazione navale è affidata alla neozelandese Stimson Marine Design, mentre per gli interni GranOcean collabora anche con lo studio olandese Vripack. La costruzione avviene invece nello stabilimento cinese di Zhuhai, dove vengono installati componenti provenienti anche dall'Europa e dagli Stati Uniti.

Tra i marchi citati dal cantiere figurano Cummins e Caterpillar per i motori e Victron per la gestione dell'energia elettrica.

È proprio questa combinazione tra progettazione internazionale e produzione cinese a costituire uno degli elementi centrali della strategia GranOcean. Secondo Jeremy Tutt, responsabile della divisione power di Catamaran Guru, distributore globale del marchio, il prezzo può essere sensibilmente inferiore a quello di alcuni concorrenti costruiti in Italia. È però una dichiarazione commerciale del distributore e, in assenza di un confronto omogeneo tra modelli e allestimenti, va considerata come tale.

Il W72 arriva in Europa con lo scafo numero 5

Il W72 offre anche un buon esempio di quanto possa cambiare una stessa piattaforma. L'esemplare presentato a Cannes monta due Cummins da 550 hp ed è indicato per una velocità massima nell'ordine dei 16-17 nodi, mentre altre unità dello stesso modello sono state equipaggiate con Caterpillar C18 molto più potenti, raggiungendo velocità superiori.

GranOcean non è comunque un cantiere appena nato. L'azienda fa risalire l'inizio della propria attività al 1998, inizialmente con trawler a lunga autonomia, mentre dal 2010 ha progressivamente spostato l'attenzione verso i catamarani custom e semi-custom.

Oggi la produzione rimane volutamente limitata: durante Cannes il cantiere ha dichiarato che è in consegna il sesto esemplare del W60.

Il progetto W86 porta GranOcean verso i 26 metri

E le dimensioni potrebbero aumentare ulteriormente. Marine Industry News riferisce che GranOcean sta lavorando per un cliente già esistente a un nuovo progetto denominato W86, quindi un catamarano di circa 26 metri.

Al momento, però, si tratta di un progetto ancora sulla carta e non di un modello già consolidato nella gamma. Parallelamente il cantiere sta completando anche un X32 di 32 metri, appartenente alla linea completamente custom.

L'arrivo del W72 a Cannes è quindi interessante soprattutto perché porta davanti al pubblico europeo un modello industriale diverso da quello dei grandi costruttori di catamarani: pochi esemplari, molte possibilità di personalizzazione e costi di produzione cinesi abbinati a progettazione e componentistica internazionale. Sarà il mercato a stabilire quanto questa formula possa riuscire a sottrarre spazio ai cantieri europei già affermati.

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