
Quali sono i catamarani più grandi del mondo? Dal Pioneering Spirit di 382 metri a Hemisphere, il gigante a vela del diporto.
<!--4DIF (size of array(wa_Modello)>0)--> : A Boolean argument was expected.Dalle navi industriali che sollevano intere piattaforme petrolifere ai traghetti capaci di trasportare migliaia di passeggeri, i catamarani hanno raggiunto dimensioni sorprendenti. Il più grande misura 382 metri, quasi tre volte la lunghezza dei maggiori traghetti a doppio scafo. Ma anche nel diporto esistono catamarani che superano i 40 metri.
Quando si parla di catamarani si pensa normalmente alle barche da crociera, ai grandi yacht o ai multiscafi da regata. In realtà, la configurazione a due scafi è utilizzata anche per navi commerciali e industriali di dimensioni enormi, alcune delle quali superano abbondantemente i cento metri.
Il primato assoluto appartiene al Pioneering Spirit, un'unità lunga 382 metri e larga 124, costruita per movimentare piattaforme petrolifere offshore. Ma esistono anche catamarani destinati al trasporto di passeggeri e autoveicoli che raggiungono dimensioni paragonabili a quelle di navi tradizionali.
La selezione prende in considerazione quattro tra i maggiori catamarani effettivamente costruiti, comprese unità successivamente ritirate dal servizio. Sono escluse le piattaforme semisommergibili, che possono avere due grandi galleggianti longitudinali ma appartengono a una tipologia navale diversa, e i trimarani.
I quattro catamarani più grandi del mondo

1. Pioneering Spirit – 382 metri
Il Pioneering Spirit è il più grande catamarano mai costruito e una delle navi più straordinarie della storia dell'ingegneria navale. Realizzato in Corea del Sud presso il cantiere Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering, è stato completato nel 2014 ed è entrato in attività offshore nel 2016.
Inizialmente si chiamava Pieter Schelte, nome successivamente sostituito con quello attuale. La nave appartiene al gruppo Allseas ed è stata progettata per installare e rimuovere in un unico sollevamento le grandi strutture delle piattaforme petrolifere.
La sua caratteristica più evidente è l'enorme apertura a prua, larga 59 metri e lunga 122, che permette alla nave di posizionarsi intorno alle strutture da sollevare. Speciali bracci idraulici consentono poi di movimentare carichi di decine di migliaia di tonnellate.
Con una capacità di sollevamento delle sovrastrutture arrivata a 60.000 tonnellate e una potenza installata di 95.000 kW, il Pioneering Spirit è un esempio di come la configurazione a doppio scafo possa essere utilizzata per applicazioni industriali impossibili per una normale nave.

2. China Zorrilla – 130 metri
Il China Zorrilla rappresenta una concezione completamente diversa di grande catamarano. È un traghetto veloce in alluminio costruito dal cantiere australiano Incat per la compagnia Buquebus, destinato ai collegamenti tra Buenos Aires, in Argentina, e Colonia, in Uruguay.
Lungo 130 metri e largo 32, può trasportare 2.100 passeggeri e circa 225 automobili. La sua particolarità è la propulsione completamente elettrica, alimentata da un sistema di batterie da 41,2 MWh.
Originariamente il progetto prevedeva una motorizzazione alimentata a gas naturale liquefatto, ma durante la costruzione la compagnia ha deciso di convertirlo alla propulsione elettrica.
Nell'agosto 2026 il catamarano ha lasciato la Tasmania, trasportato dalla nave semisommergibile Black Marlin. È arrivato in Uruguay a settembre, dove sono iniziate le operazioni finali per la messa in servizio. Non va quindi confusa la sua consegna con l'avvio dei collegamenti commerciali.
Il China Zorrilla è considerato il più grande traghetto completamente elettrico costruito fino a oggi.

3. Stena Explorer – 126,6 metri
Lo Stena Explorer è stato uno dei più grandi e veloci catamarani commerciali mai costruiti. Realizzato nel 1996 dal cantiere finlandese Finnyards, apparteneva alla classe HSS 1500, progettata per effettuare collegamenti rapidi con un'elevata capacità di carico.
Con 126,6 metri di lunghezza e 40 di larghezza, poteva imbarcare circa 1.500 passeggeri e 375 automobili. Una capacità notevole per un catamarano, soprattutto considerando che la velocità di servizio raggiungeva i 40 nodi.
La propulsione era affidata a quattro turbine a gas collegate ad altrettanti idrogetti. Si trattava di un sistema estremamente potente, ma caratterizzato anche da consumi elevati, che con il passare degli anni hanno contribuito a rendere meno conveniente l'impiego di queste navi.
Per quasi vent'anni lo Stena Explorer ha collegato Holyhead, in Galles, con Dún Laoghaire, in Irlanda. Dopo il ritiro dal servizio nel 2014 è stato venduto e trasferito in Turchia, dove è stato destinato a un utilizzo statico, cambiando nome in One World Karadeniz e successivamente in Karadeniz Lifeship Rauf Bey.

4. Stena Discovery – 126,6 metri
Lo Stena Discovery, completato nel 1997, era un'altra unità della classe HSS 1500. Come le navi gemelle, misurava 126,6 metri di lunghezza e 40 di larghezza, con una capacità di circa 1.500 passeggeri e 375 automobili.
La sua destinazione principale era il collegamento tra Harwich, in Inghilterra, e Hoek van Holland, nei Paesi Bassi.
Su questa rotta, lunga circa 200 chilometri, l'elevata velocità permetteva di ridurre notevolmente i tempi di viaggio. Il catamarano poteva mantenere velocità vicine ai 40 nodi, un risultato significativo per un'unità commerciale di queste dimensioni.
Anche il Discovery, tuttavia, ha risentito dei costi di esercizio della propulsione a turbina. Ritirato dal servizio, è stato successivamente demolito in Turchia.
I quattro giganti a confronto
| Catamarano | Lunghezza | Larghezza | Impiego |
|---|---|---|---|
| Pioneering Spirit | 382 m | 124 m | Offshore |
| China Zorrilla | 130 m | 32 m | Traghetto elettrico |
| Stena Explorer | 126,6 m | 40 m | Traghetto veloce |
| Stena Discovery | 126,6 m | 40 m | Traghetto veloce |
I catamarani più grandi del mondo nel diporto

Hemisphere – 44,2 metri: il più grande catamarano a vela da diporto del mondo
Se si passa dalle grandi navi commerciali al mondo del diporto, le dimensioni diminuiscono considerevolmente, ma rimangono comunque impressionanti.
Si chiama Hemisphere ed è considerato il più grande catamarano a vela da diporto mai costruito. Varato nel 2011 dal cantiere britannico Pendennis, misura 44,2 metri di lunghezza e 16,6 metri di larghezza. Le dimensioni lo collocano nella categoria dei superyacht, anche se la sua architettura navale è quella di un catamarano a vela.
Il progetto è firmato dallo studio francese VPLP, Van Peteghem Lauriot-Prévost, conosciuto per numerosi multiscafi da crociera e da competizione. Lo scafo e le strutture sono stati progettati per combinare ampi spazi abitabili, autonomia nelle navigazioni oceaniche e prestazioni a vela.
Hemisphere può ospitare 12 persone in cinque cabine, oltre a un equipaggio di dieci membri. A bordo si trovano grandi saloni, spazi esterni dedicati alla vita all'aperto, una vasca idromassaggio e numerose attrezzature per le attività acquatiche.
Una particolarità riguarda il tender di circa 12 metri, sistemato nella struttura centrale che collega i due scafi. Per ospitarlo è stato realizzato un apposito sistema di portelloni.
Nonostante le dimensioni, il pescaggio è di circa tre metri, relativamente contenuto rispetto a quello di molti grandi superyacht monoscafo.
Hemisphere viene utilizzato anche per il charter di lusso e rappresenta uno degli esempi più significativi delle possibilità offerte dalla costruzione di grandi catamarani a vela per il diporto.

Wayfinder – 68,2 metri: il gigante a motore al servizio dei superyacht
Tra i catamarani a motore appartenenti al mondo del diporto esistono unità ancora più grandi di Hemisphere. Un esempio è Wayfinder, lungo 68,2 metri e largo 14, costruito nel 2021 dal cantiere spagnolo Astilleros Armón su progetto di Incat Crowther.
Non si tratta però di uno yacht concepito principalmente per la crociera degli ospiti. Wayfinder è una nave di appoggio ai superyacht, chiamata shadow yacht, attrezzata con eliporto, hangar e spazi per trasportare tender, attrezzature e personale.
La configurazione a catamarano consente di disporre di un ponte molto ampio, particolarmente utile per ospitare mezzi e attrezzature che difficilmente troverebbero posto a bordo dello yacht principale.
Wayfinder dimostra come anche nell'ambito della nautica da diporto la costruzione a doppio scafo possa essere utilizzata per unità di notevoli dimensioni, sebbene con funzioni molto diverse da quelle di un tradizionale catamarano da crociera.
Perché costruire catamarani così grandi?
Il vantaggio principale di una nave a doppio scafo è la possibilità di ottenere una notevole larghezza complessiva e una grande superficie di coperta senza dover ricorrere a un unico scafo molto largo.
Nelle navi da lavoro, come il Pioneering Spirit, questa caratteristica consente di realizzare uno spazio centrale libero, utilizzabile per sollevare o movimentare strutture di grandi dimensioni. La separazione degli scafi contribuisce inoltre a garantire un'elevata stabilità trasversale.
Nei traghetti veloci il principio è diverso. Due scafi relativamente sottili possono permettere di contenere la resistenza alle alte velocità rispetto a un monoscafo di pari dislocamento e analoga capacità di carico, anche se il risultato dipende dalla velocità, dalle forme di carena e dalle condizioni di esercizio.
Nel diporto, invece, uno dei vantaggi maggiori è rappresentato dalla superficie abitabile. A parità di lunghezza, un catamarano offre generalmente spazi più ampi rispetto a un monoscafo, sia negli ambienti interni sia nelle aree esterne, oltre a una minore inclinazione trasversale in navigazione.
L'altra faccia della medaglia è la complessità della struttura di collegamento, che deve sopportare sollecitazioni considerevoli quando i due scafi incontrano onde con fasi differenti. Nei grandi catamarani, inoltre, la larghezza può diventare un problema per l'accesso ai porti, l'ormeggio e le operazioni di carico.
Gli esempi di queste navi dimostrano che la configurazione a doppio scafo non ha limiti dimensionali legati soltanto all'architettura navale. Sono soprattutto le esigenze operative e i costi di costruzione e gestione a determinare fino a quali dimensioni convenga spingersi.
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